Ethnos è il più grande online shop di gioielli etnici mai creato sul web.
Su Ethnos trovate una collezione vasta e sempre aggiornata, dove potrete acquistare gioielli, monili, talismani, tessuti e manufatti realizzati da artigiani di ogni parte del mondo.

Un colorato ed emozionante viaggio alla scoperta di colori, forme e significati a contatto con culture lontane e spesso misteriose, ricche di fascino e di tradizioni simboliche.


I GIOIELLI NEL BACINO DEL MEDITERRANEO

Il bacino del Mediterraneo ovvero il mare tra le “nostre terre” Mare Nostrum, è da sempre culla e fucina di una cultura ed un artigianato che, nonostante la varietà dei popoli che lo abitano, mantiene un sottofondo di base che può essere considerato come una nota di risonanza comune.
Le acque del Mediterraneo sono sempre state un veicolo ottimale per lo scambio di materiali e manufatti e per la circolazione delle persone e delle culture, e sicuramente sono una fonte a cui tutte le culture hanno attinto: un patrimonio di habitat, ecosistemi, piante, profumi, colori che per millenni è stato condiviso.
La tradizione orafa dell’Antico Egitto ha tramandato fino a noi alcuni dei suoi simboli attraverso varie popolazioni: il talismano con l’occhio del dio Horus o Ra è passato nella cultura greca, turca e poi più estesamente islamica come l’occhio di Hallah e nella religione cristinana, inscritto all’interno di un triangolo, come l’occhio di Dio Padre; il simbolo stilizzato del fiore di loto ha scavalcato i secoli trasformandosi in “palmetta” e acanto in Grecia e presso gli etruschi ed i latini, divenendo racemo stilizzato nella cultura islamica per poi inserirsi nella cultura romanica e cristiana medievale e rinascimentale sotto forma di ghirlanda, rami e fronde.
Il corallo (corallium rubrum tipico dei fondali del Mediterraneo) è da sempre stata una risorsa importante nella gioielleria mediterranea ma anche un importante merce di scambio contro la seta, l’incenso e le preziose spezie che venivano importate dalla Penisola arabica e dal lontanto Oriente.
Il corallo è un potente talismano porta fortuna, un amuleto legato alla forza vitale; tanto che ancora oggi si regala ai bambini appena nati un braccialettino, un rametto o un pendente in corallo.
Il mito legato al corallo risale all’antica Grecia dove si narrava che fosse il sangue pietrificato uscito dalla testa della Gorgone uccisa da Perseo. Nella simbologia cristiana, durante il Medioevo ed il Rinascimento, il corallo nelle mani di Gesù bambino era un richiamo simbolico della sua futura passione.
Usato in rami grezzi in Marocco o finemente scolpito a Torre del Greco, il corallo è uno dei patrimoni più importanti della nostra cultura, oltre che un fondamentale elemento della nostra fauna e flora autoctona.
La lavorazione del vetro e delle paste vitree come decorazione dei gioielli sottoforma di perline, è passata dai sumeri agli egiziani, da questi ai fenici e ai greci fino a divenire, attraverso gli antichi romani ed i bizantini, un punto centrale nella lavorazione artistica di Venezia a partire dal Medioevo.
La produzione mediterranea e soprattutto veneziana di paste vitree colorate e decorate a millefiori, a murrina, a chevron ha da sempre ammaliato ed incantato anche il nord Africa e l’Africa centrale inserendosi profondamente anche nella cultura islamica.
Una delle tecniche di lavorazione dei metalli caratteristica della gioielleria popolare mediterranea è la filigrana; disegni astratti, ghirigori o racemi riempiono, in una composizione a giorno, spille, bracciali, orecchini e collane dalle forme più varie e bizzarre: farfalle, fiori, sfere, bauletti.
In Italia la filigrana è presente nell'oreficeria etrusca mentre nell'oreficeria romana imperiale troviamo gioielli ottenuti con filigrana a giorno. I bizantini produssero nel XIII secolo fantastici capolavori che, a seguito delle crociate, si diffusero dal Mediterraneo Orientale a Venezia (opus veneticum) e a Genova.
A Venezia, nel XVI secolo, venivano prodotti splendidi e delicatissimi vaghi sferici in filigrana riempita da smalti colorati.
Centri importanti di produzione di filigrana nel Mediterraneo sono anche la Croazia (Dubrovnik) e la Spagna. A cavallo tra XVIII e XIX secolo, i Genovesi divennero maestri in questo ramo dell'artigianato mentre in Sardegna sono tipici i “buttones” di filigrana con finta granulazione e pietre.

Dott.ssa Bianca Cappello – Storica del Gioiello
biancacappello@libero.it

FONTI
Alois Riegl, Problemi di Stile, Milano 1963
Anderson Black, trad. Francesco Sborgi, La storia dei Gioielli, Novara 1973
France Borel, Ethnos – gioielli da terre lontane, Milano 1994
Lia Lenti e Maria Cristina Bergesio, Dizionario del Gioiello Italiano, Torino
Augusto Panini, Perle di vetro Medio Orientali e Veneziane n v, Milano 2007
Museo della Filigrana: www.museofiligrana.org
Museo delle arti e tradizioni popolari di Roma: www.popolari.arti.beniculturali.it

© Ethnica | P.IVA: 02713650238 | Per maggiori informazioni: tel. +39 045 8005734 - info@ethnos.biz